Sciame sismico nel versante ovest dell’Etna: oltre 35 scosse di bassa magnitudo tra Adrano, Biancavilla e Bronte

Un nuovo sciame sismico è in atto nel medio ed alto versante occidentale dell'Etna, tra i territori comunali di Bronte, Adrano e Biancavilla. A partire dalle ore 5:55 locali di stamani, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato 35 scosse di magnitudo locale (ML) compresa tra 1.5 e 3.5. Gli eventi tellurici, solo occasionalmente avvertiti dalla popolazione, presentano profondità ipocentrali abbastanza rilevanti, comprese tra i 18 e i 35 km. Il settore interessato, punteggiato da numerosi coni di scorie, è noto in letteratura scientifica come West Rift dell'Etna.

La scossa di terremoto più rilevante è stata registrata alle ore 6:06 locali: si tratta di un sisma di ML = 3.5, a 22 km di profondità; l'epicentro si localizza 5 km a Nordest di Biancavilla, non distante da Monte Arso.

L'Etna, che nelle ultime settimane ha manifestato a più riprese una modesta attività stromboliana sommitale (Bocca Nuova, Cratere di Nord-Est, Nuovo Cratere di Sud-Est), è da tempo in fase di ricarica magmatica. Il ciclo di inflazione, dunque di rigonfiamento dei fianchi del vulcano (nell'ordine dei millimetri o dei centimetri), si associa ad importanti campi di stress in grado di ripercuotersi sui sistemi di faglie sismogenetiche che tagliano il vulcano. I terremoti di natura puramente vulcanica, invece, avvengono essenzialmente all'interno dei condotti vulcanici e sono direttamente associabili a movimenti di masse magmatiche. La propagazione dei dicchi nelle fessure eruttive dell'Etna è stata oggetto di uno studio recente a firma INGV,  in collaborazione con il GeoForschungsZentrum di Potsdam e l’Earthquake Research Center di Tokyo.

Andrea Bonina | © MeteoEtna.com

20 novembre 2018

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.