Meteo Etna: fascia ionica nel mirino del maltempo. Allerta arancione della Protezione Civile

di Andrea Bonina

Sta per entrare nel vivo la fase di maltempo che ormai da inizio settimana interessa la Sicilia orientale. Nella giornata di martedì la fascia orientale del vulcano è stata raggiunta dalle prime precipitazioni intense ed abbondanti, con punte di oltre 100 mm a Mascali e 75 mm ad Aci Trezza. Vicina ai 30 mm Catania, ma con notevoli differenze tra i quartieri interni e il settore costiero (più esposto ai nuclei in ingresso dallo Ionio). Dopo una relativa tregua nella giornata di ieri, quest'oggi una fase di marcata instabilità ha interessato il settore compreso tra le province di Siracusa e Ragusa, con nubifragi e allagamenti a Noto e nel borgo di Marzamemi per un sistema temporalesco semi-stazionario in ingresso dai quadranti meridionali.

TEMPO IN PEGGIORAMENTO. L'attenzione è rivolta soprattutto alle prossime 48 ore, quando un vortice di bassa pressione di matrice afromediterranea traslerà gradualmente dall'entroterra algerino alla Tunisia, per poi risalire lentamente in direzione del Canale di Sicilia, in una posizione tale da innescare un nuovo e generale peggioramento delle condizioni meteorologiche sulla nostra regione. Sotto un flusso di correnti da S-SE, la fase clou del maltempo è attesa tra il pomeriggio-sera di venerdì 18 e la giornata di sabato 19, con massimo coinvolgimento dei settori ionici compresi tra le province di Messina, Catania e Siracusa e di parte delle coste meridionali. Le precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, dovrebbero mostrarsi più intense e persistenti lungo i tratti costieri ionici, sui litorali sudorientali e laddove i flussi umidi marittimi interagiranno attivamente con l'orografia: è il caso dei versanti orientali dei Peloritani, dell'Etna e degli Iblei. Tornerà probabilmente a nevicare alle alte quote del nostro vulcano, generalmente a partire dai 2500 metri.

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Carta sinottica su base modellistica EMM. In evidenza il vortice depressionario che tra venerdì e sabato si porterà sulla Tunisia, per poi traslare lentamente sul Canale di Sicilia

 

 ALLERTA METEO DELLA PROTEZIONE CIVILE: SCATTA IL CODICE ARANCIONE 

La dinamica meteorologica attesa potrebbe rivelarsi favorevole a fenomeni anche di forte intensità e in grado di apportare cumulate pluviometriche anche elevate, con locale impatto sull'assetto idrogeologico e idraulico del territorio.

Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha emanato, per la giornata di venerdì 18 novembre, un’allerta meteo di livello arancione (fase operativa: ‘preallarme’) per il rischio idrogeologico localizzato nei bacini A, D, E, F, G, H e I della Sicilia. Rientrano nel livello arancione tutti i comuni della provincia di Catania. Allerta di livello giallo ('attenzione') per quanto concerne il rischio idraulico. Il testo dell’avviso n.16323 prevede: «Precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati da moderati a puntualmente elevati».

Alla voce ‘CONDI-METEO AVVERSE‘ il bollettino evidenzia: «DAL MATTINO DI OGGI, GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE 2016, E PER LE SUCCESSIVE 24-36 ORE, SI PREVEDONO PRECIPITAZIONI, ANCHE A CARATTERE DI ROVESCIO O TEMPORALE. I FENOMENI TEMPORALESCHI SARANNO ACCOMPAGNATI DA ROVESCI DI FORTE INTENSITA', FREQUENTE ATTIVITA' ELETTRICA, FORTI RAFFICHE DI VENTO E LOCALI GRANDINATE».

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L'allerta per il rischio idrogeologico localizzato valida per l'intera giornata di venerdì 18 novembre. Fonte: Protezione Civile Siciliana

 

IL SIGNIFICATO DELLE ALLERTE

Le allerte meteo non sono delle previsioni 'ordinarie', ma rappresentano dei comunicati elaborati sulla base degli effetti attesi (più o meno diffusamente) sul territorio in occasione di avverse condizioni meteorologiche. Il rischio meteo-idrogeologico e idraulico è fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo. La densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano, aumentando l’esposizione ai fenomeni e quindi il rischio stesso. Nell’ambito del rischio meteo-idrogeologico e idraulico rientrano gli effetti sul territorio determinati dall’azione delle acque in generale, siano esse superficiali, in forma liquida o solida, o sotterranee.

I livelli di allertamento sono quattro, secondo scenari di criticità crescenti: verde (generica vigilanza), giallo (attenzione), arancione (preallarme), rosso (allarme). Il livello di allertamento arancione, generalmente emanato alla vigilia di perturbazioni in grado di arrecare fenomeni diffusi, intensi e/o persistenti, contempla a livello idrogeologico:

  • Diffuse attivazioni di frane superficiali e di colate rapide detritiche o di fango.
  • Possibilità di attivazione/riattivazione/accelerazione di fenomeni di instabilità anche profonda di versante, in contesti geologici particolarmente critici.
  • Possibili cadute massi in più punti del territorio.

Molte criticità associate al maltempo possono essere superate serenamente seguendo semplici norme comportamentali. La possibilità di allagamenti nei piani bassi degli edifici (ad esempio negli scantinati), in alcuni tratti stradali e nei sottopassaggi, presuppone prudenza negli spostamenti. Occorre mantenersi a debita distanza dai corsi d'acqua (fiumi, torrenti, fiumare), che potrebbero andare incontro a ondate di piena improvvise. In caso di fulminazioni, inoltre, occorre trovare idoneo riparo, lontano da punti che sporgono sensibilmente, come pali o alberi, da oggetti dotati di buona conduttività elettrica e dai tralicci dell’alta tensione, attraverso i quali i fulmini – attirati dai cavi elettrici – rischiano di scaricarsi a terra.

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.