Etna, attività stromboliana al Cratere di Sud-Est: cresce un nuovo cono sulla sella morfologica

Fonte: INGV-OE

AGGIORNAMENTO DI MERCOLEDI 1 MARZO 2017. Prosegue, con minore intensità, l’attività stromboliana al Nuovo Cratere di Sud Est (NCSE) segnalata nel comunicato delle 10.47 (ora locale) del 28 febbraio 2017. Attorno alla bocca, sita nella sella tra il NCSE ed il Cratere di Sud Est (CSE) si sta formando un nuovo cono, le cui dimensioni si accrescono con il procedere dell’attività. Il trabocco lavico scaturito da tale bocca, si è lentamente espanso alla base del cono ed incanalato nella depressione tra Monte Frumento Supino ed i crateri del 2002. Il fronte di quest’ultima si trova circa a quota 2800 m s.l.m.  All’attività stromboliana si associa una debole emissione di cenere dal NCSE, che viene rapidamente dispersa dai venti in direzione dei quadranti orientali. L’ampiezza media del tremore vulcanico, pur mostrando una modestissima tendenza al decremento, permane su valori elevati. Relativamente all’attività infrasonica, nell’ambito delle fluttuazioni dei parametri monitorati, si registra una lieve diminuzione nel tasso di accadimento degli eventi; la localizzazione della sorgente infrasonica interessa esclusivamente l’area del SEC/NSEC.

AGGIORNAMENTO DI MARTEDI 28 FEBBRAIO 2017. Dalle 18.00 (ora locale) di ieri, 27 febbraio, l'attività stromboliana dell’Etna al Nuovo Cratere di Sud-Est (NCSE), iniziata lo scorso 23 gennaio, si è gradualmente intensificata, generando una colata lavica che, dopo aver rapidamente raggiunto la base del cono si è lentamente diretta verso Sud-Ovest, in direzione di Monte Frumento Supino. Il fronte di quest’ultima è attualmente a circa quota 2850 m s.l.m. All'attività stromboliana si associa tuttora una emissione di cenere dal NCSE, che viene dispersa dai venti in direzione dei quadranti orientali. Sugli abitati di Zafferana e Linguaglossa è stata segnalata una modesta ricaduta di cenere. Per quanto concerne il tremore vulcanico, dopo il repentino incremento della sua ampiezza media, iniziato alle 18.00 di ieri, questa si è grossomodo stabilizzata su valori elevati dalle 20.00 in poi, registrando i massimi tra le 23.00 di ieri e le 01.00 di oggi. Dalle prime ore di questa mattina, l’ampiezza media del tremore vulcanico, pur mantenendosi su valori elevati, ha mostrato modeste fluttuazioni. Le deformazioni del suolo, acquisite dalle stazioni GPS ad alta frequenza di campionamento, e i segnali clinometrici, non mostrano variazioni significative associate all'intensificarsi dell’attività eruttiva.

[*Foto di copertina: fronte lavico a quota 2800 metri. | Giuseppe Famiani, 1 marzo 2017]

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.