METEO: l’ipotesi Tropical Like Cyclone e i possibili effetti per la Sicilia orientale

Proviamo a fare chiarezza sulla terminologia utilizzata nella classificazione dei cicloni mediterranei dalle caratteristiche tropicali e sugli effetti meteorologici attesi nei settori orientali della Sicilia: attenzione alle mareggiate ioniche nella giornata di venerdì

Il bacino del Mediterraneo occasionalmente può ospitare circolazioni depressionarie atipiche per le medie latitudini e dai caratteri affini a quelle della fascia tropicale. La casistica si concentra prevalentemente nella stagione autunnale, tra settembre e novembre, quando i centri di bassa pressione, isolati dalla circolazione principale e associati ad un nocciolo di aria fredda in quota, possono interagire con mari ancora caldi in superficie (>22/24°C), sviluppare convezione profonda e, in presenza di condizioni dinamiche e parametri termodinamici favorevoli, subire il complesso processo di transizione tropicale.

Con una media di 1 o 2 casi all'anno ed una maggiore incidenza statistica sul Mare delle Baleari e in aperto Ionio, da circolazioni originariamente barocline (le comuni perturbazioni europee) possono generarsi vortici di bassa pressione di tipo tropicale, alimentati dall'ammontare di calore latente e sensibile delle acque marine: sistemi barotropici particolarmente profondi, caratterizzati da una convezione organizzata (MCS, MCC) attorno ad un occhio più o meno definito in corrispondenza del minimo di pressione, un core caldo a tutte le quote e venti medi talvolta superiori ai 100 km/h.

Il ciclone simil-tropicale che tra il 7 e l'8 novembre 2014 si è portato sul Canale di Sicilia, ha attraversato Malta (con raffiche fino ai 154 km/h ed una pressione di 979 hPa) ed è infine risalito lungo la costa ionica, apportando forti venti e precipitazioni intense. Immagine NASA-MODIS

Lo studio di questi oggetti meteorologici a scala sinottica o subsinottica, generalmente di diametro compreso tra i 100 e i 300 km, è iniziato solo a partire dagli anni '80 grazie agli sviluppi tecnologici e all'introduzione delle immagini satellitari. L'esatta definizione fisica e linguistica di tali sistemi dalle caratteristiche simil-tropicali, che possono presentare un'ampia variabilità strutturale, è ancora oggetto di dibattito. In letteratura scientifica si deve ad Emanuel l'introduzione del termine Medicanes (dalla crasi di Mediterranean Hurricanes); nel gergo meteorologico non ufficiale è piuttosto comune anche l'uso della sigla MTLC, acronimo di Mediterranean Tropical Like Cyclone, nella designazione dei sistemi simil-tropicali più intensi, che nei casi più estremi possono assumere l'intensità di un piccolo uragano di categoria 1 (la più bassa della Scala Saffir-Simpson in uso per la classificazione dei cicloni atlantici).

VERSO UN NUOVO TLC?

Tale premessa si è resa fondamentale per sfatare luoghi comuni ed introdurre la complessa evoluzione meteorologica delle prossime ore. A ridosso della Libia settentrionale, nei pressi del golfo della Sirte, è possibile individuare una circolazione depressionaria in fase di approfondimento, battezzata Zorbas dall'Università di Berlino.

Secondo le simulazioni modellistiche, il centro di bassa pressione, risalendo verso nordovest, nel pomeriggio di domani – venerdì 28 settembre – potrebbe assumere caratteristiche tropicali in aperto Ionio,  300/350 km a largo della costa ionica siciliana, tanto da rientrare nella definizione di TLC. In questo frangente, la pressione al centro del vortice potrebbe scendere al di sotto dei 995 hPa, con raffiche prossime ai 90-110 km/h in mare aperto. Al sistema si assocerà una fitta spirale di nubi ed un'accesa attività temporalesca.

L'evoluzione meteorologica del primo pomeriggio di domani - nella fase di minima distanza tra la Sicilia orientale e il TLC - simulata dal modello numerico ICON-EU

Con questi presupposti, gli effetti del sistema depressionario sulle condizioni atmosferiche sarebbero limitati alla sola Sicilia sudorientale. La fascia che si estende dal catanese al siracusano farebbe i conti con nuvolosità a carattere irregolare, talvolta associata a qualche pioggia localizzata, più probabile in prossimità della costa. La ventilazione si disporrà dai quadranti nordorientali: saranno possibili raffiche nell'ordine dei 30-40 km/h nell'area etnea e di 60-70 km/h negli Iblei orientali e nel tratto litoraneo che si estende da Siracusa a Portopalo.

Sui settori orientali della nostra regione l'attenzione va rivolta anche e soprattutto alle condizioni meteo-marine: con il ciclone attivo a largo, lo Ionio diverrà da agitato a molto agitato (forza 5-6 della Scala Douglas). Saranno probabili, pertanto, mareggiate lungo le coste esposte del catanese e del siracusano: tra la tarda mattinata e le ore pomeridiane l'altezza d'onda, a lungo periodo, dovrebbe attestarsi tra i 3 e i 5 metri.

Lo stato del mare, attraverso l'altezza d'onda significativa, simulato dal modello WW3 -LaMMA

Sulla base delle proiezioni modellistiche più accreditate, a partire dalla serata di venerdì il ciclone simil-tropicale, ormai maturo, potrebbe essere agganciato dal flusso portante in quota e deviato verso oriente, in direzione della Penisola Ellenica, potenziale bersaglio della fase più intensa del maltempo tra sabato 29 e domenica 30 settembre. Sotto osservazione il Peloponneso, le isole Ionie e poi l'area dell'Egeo: qui potrebbe concretizzarsi il landfall del ciclone, con venti di tempesta, violente mareggiate e piogge torrenziali.

A meno di imprevisti, proprio nel weekend il tempo volgerà ad un generale e sensibile miglioramento sulla Sicilia, complice il progressivo incremento del campo di pressione e geopotenziale a partire da ovest; temperature in nuovo aumento su valori prossimi alle medie del periodo.

I picchi della ventilazione e la probabile evoluzione del ciclone simil-tropicale secondo il modello fisico-matematico ICON-EU

ATTENZIONE! Come dimostrano diversi studi scientifici, nonché il caso del TLC Vega del novembre 2014, le dinamiche legate alla transizione tropicale si associano ad un elevato margine di incertezza modellistica anche a brevissima scadenza: le stime dell'intensità e delle traiettorie dei cicloni sono affette da errori talvolta significativi, anche a distanze temporali non superiori alle 24/36 ore. Di conseguenza potrebbe differire dalle previsioni anche l'evoluzione meteorologica a scala locale. E' pertanto necessario associare alle proiezioni numeriche un'accurata analisi di nowcasting, attraverso le immagini satellitari e le scansioni RADAR (clicca per accedere alla sezione).

MeteoEtna.com | © Andrea Bonina

27 settembre 2018, ore 21.00

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.

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