L’origine dell’ora legale e i vantaggi sul risparmio energetico e sulla tutela dell’ambiente

La primavera porta con sé l'ora legale, ossia la convenzione di mettere avanti di un'ora le lancette degli orologi durante il periodo primaverile ed estivo per avere più la luce solare nel tardo pomeriggio (in cambio di un po' meno luce al primo mattino).

La società Terna, gestore della rete elettrica nazionale, ha comunicato che lo scorso anno grazie all'ora legale, in Italia abbiamo risparmiato 573 milioni di kilowattora. E' una cifra pari al consumo elettrico medio annuale di 210 mila famiglie. Per il 2017 il risparmio economico complessivo è pari a 104 milioni di euro. Ne beneficia anche l'ambiente: l'ora legale evita di immettere nell'atmosfera italiana, nel tempo della sua durata, almeno 300 mila tonnellate di anidride carbonica. Lo spostamento in avanti avviene all'inizio della primavera e viene tolto, ripristinando l'ora solare durante l'autunno, quando le giornate corte annullano i benefici dell'ora legale e dunque sarebbe inutile mantenerla.

Le prime teorie sull'opportunità di introdurre l'ora legale risalgono addirittura al Settecento. L'americano Benjamin Franklin (l'inventore del parafulmine) capì che facendo adattare l'orario ai cambiamenti della luce, durante l'estate si sarebbe risparmiato molta energia destinata all'illuminazione. In Italia l'ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916. Il Paese ha adottato in modo intermittente l'ora legale, nei periodi fra il 1916 ed il 1920 e fra il 1940 ed il 1948, adottandola in modo stabile nel territorio statale dal 1966. Dal 1996 viene usato il regolamento UE per l'inizio e la fine del periodo di applicazione dell'ora legale.  Nel 2001 l'Unione Europea ha stabilito che in ciascuno Stato membro il periodo dell'ora legale ha inizio alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell'ultima domenica di marzo e termina alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell'ultima domenica di ottobre. In Italia significa regolare l'orologio alle 2 del mattino e portarlo a segnare le 3.

Daylight saving time (DST) - Ora legale: in blu gli Stati che adottano il cambio d'ora. In arancione gli Stati che hanno utilizzato il cambio d'ora in passato. In rosso gli Stati in cui non vi è mai stato il cambio d'ora.

Non tutti i Paesi del mondo hanno deciso di seguire la convenzione dell'ora legale. Il quadro si mostra piuttosto variegato: alcuni l'hanno adottata in passato ma l'hanno abbandonata, altri addirittura seguono sempre l'ora legale e hanno sospeso l'ora solare. Quasi tutti i paesi industrializzati si sono dati una regola: nell'emisfero boreale il regime di ora legale inizia l'ultima domenica di marzo, mentre nell'emisfero australe la stessa data ne sancisce il termine. Dalla scelta si discostano Giappone e Russia che seguono sempre e comunque l'ora solare. Disinteressati all'adozione dell'ora legale la maggior parte dei paesi dell'Africa e dell'Asia. Negli Stati Uniti il DST, Daylight Saving Time, «risparmio di luce diurno», è entrato in vigore dal 12 marzo. L'ora solare, di contro, è l'orario "naturale", stabilito dal movimento apparente del Sole nel cielo e usato, da ogni Paese, nei mesi in cui non viene applicata l'ora legale. Questo orario coincide con quello del fuso orario di riferimento.

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.