L’Etna e la Contes(s)a dei Venti: una manifestazione affascinante delle onde orografiche

Tra i più affascinanti e peculiari fenomeni atmosferici del massiccio etneo rientra certamente quella che la popolazione solitamente definisce Contessa o Contesa dei Venti. Quando soffiano forti le miti e umide correnti occidentali, la cima dell'Etna ospita uno o più altocumuli lenticolari, facilmente riconoscibili per la loro forma a mandorla schiacciata (in latino il termine lenticolaris significa lenticchia) o a lente. Si presentano in elementi isolati l'uno dall'altro e disposti con una certa regolarità.

Il 'cappello' sull'Etna è un effetto delle onde orografiche. Si attivano quando un flusso d'aria umida alle medie quote atmosferiche (tra i 2000 e i 6000 metri) interagisce ad elevata velocità con i rilievi secondo una direzione perpendicolare; l'impetuoso fiume d'aria in arrivo trova nelle vette più elevate una vera e propria barriera orografica e pertanto il suo moto viene perturbato. L'interazione tra i massicci montuosi e le correnti cariche di umidità (spesso sotto forma di rami secondari della corrente a getto) produce delle ondulazioni del flusso, con la formazione di creste e di cavi d'onda. Un fenomeno associabile all'oscillazione di una tesa corda di violino sul piano verticale quando viene pizzicata o, ancora più semplicemente, alle onde marine, strettamente correlate alle morfologie dei fondali. Nel versante sottovento, inoltre, alle turbolenze possono associarsi dei vortici definiti rotori, particolarmente insidiosi per il volo aereo. La dinamica delle mountain waves  può persistere semi-stazionaria per diverse ore o addirittura per giorni.

mountain-wave
Fig. 1 - Rappresentazione schematica delle onde orografiche

La successiva formazione della nube avviene quando il flusso d'aria è particolarmente umido e la variazione di quota in senso verticale è sufficiente alla condensazione per raffreddamento; la nube si sviluppa sulla cresta d'onda (a più bassa temperatura) con la condensazione dell’umidità atmosferica in gocce d’acqua (e/o minuscoli cristalli di ghiaccio), mentre il processo si blocca nel settore discendente del flusso, laddove la temperatura tende nuovamente ad aumentare. Poiché l'ondulazione, con alti e bassi d'onda, può interessare una fascia di diversi chilometri di lunghezza e migliaia di metri in altezza anche dopo aver superato il rilievo montuoso, le nubi possono presentarsi in più strati.

In Sicilia, per altezza e morfologia del cono vulcanico, il settore più favorevole allo sviluppo del fenomeno delle nubi lenticolari è certamente quello etneo. Le onde orografiche si palesano soprattutto in autunno e in inverno, quando si intensificano le correnti atlantiche e, sopra i 1500-2000 metri, affluisce aria molto umida a sostenuta velocità dai quadranti occidentali (nord-ovest, ovest o sudovest).

Nella tradizione popolare e agricola la formazione di un altocumulo lenticolare è considerata un segnale evidente di un imminente cambiamento del tempo. Ma il fenomeno ha realmente un valore predittivo? A tal riguardo è bene sottolineare come la Contes(s)a dei Venti, in quanto altocumulo, non sia in grado di dar luogo a precipitazioni; piuttosto, talvolta (ma non è assolutamente una regola) la stessa può precedere di qualche ora o di pochi giorni l'ingresso di una perturbazione atlantica, proprio poiché sintomatica di un flusso umido occidentale.

Più raramente gli altocumuli lenticolari possono svilupparsi anche sulle cime dei Nebrodi e delle Madonie, stavolta per l'instaurazione di correnti meridionali. Famose in tutto il mondo sono le meravigliose nubi lenticolari del Monte Fuji, vulcano giapponese alto 3.776 metri.

Foto di copertina: Giuseppe Famiani, versante nordoccidentale dell'Etna osservato da Cesarò.

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna. Collaboro con l’associazione MeteoSicilia, curo la rubrica meteorologica per il quotidiano online 'La Gazzetta Catanese' e gestisco il blog di 'Meteo Bronte'.