Sprofonda la Bocca Nuova: crolli e subsidenza del cratere dopo l’esplosione del 10 ottobre

Dall'evento esplosivo dello scorso 10 ottobre la Bocca Nuova dell'Etna sta sprofondando. Il cratere originatosi nel 1968 era stato riempito fino all'orlo da circa 5 milioni di metri cubi di lava dalle eruzioni di dicembre 2015 e maggio 2016 e per qualche mese non aveva mostrato segnali di attività.

L'evento di lunedì ha rotto il tappo di materiale lavico che occludeva la depressione craterica: i primi crolli post-esplosione hanno determinato un abbassamento del fondo di circa 20-30 metri; un secondo processo di subsidenza, molto più lento e graduale, è attualmente in atto.

Da quanto si apprende dai vulcanologi INGV sono due le cause fondamentali di innesco del fenomeno, per altro non dissimile da quello occorso nel recente passato al cratere Voragine: alla pressione esercitata dai gas del condotto sottostante il tappo lavico che occludeva il cratere si è associata, probabilmente, la tettonica estensionale dell'area sommitale, contraddistinta da una serie di fratture che bordano i crateri formando dei graben.

Nella gallery le foto aeree del nuovo assetto della Bocca Nuova dell'Etna scattate da Joseph Nasi.

Bocca Nuova, 2 - Joseph Nasi

Bocca Nuova, 2 - Joseph Nasi
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Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.