Area etnea, imminente l’arrivo di una forte ondata di gelo e neve. I dettagli versante per versante

📌 di Andrea Bonina | 05/01/2017

E' ormai imminente l’arrivo di una forte irruzione d’aria artico-continentale sulla Sicilia. Dai settori compresi tra l’estremo nord della Russia europea, la Repubblica dei Komi e il nord della Carelia è già partito un nucleo gelido che, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, farà capolino sulla nostra regione, apportando un autentico crollo termico, un deciso incremento della ventilazione settentrionale e nevicate insistenti fino a quote pianeggianti, in particolar modo su palermitano, messinese, alto catanese e settori nord delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.

La portata dell'irruzione sarà inconsueta per le nostre latitudini: dai Balcani farà capolino un nucleo gelido caratterizzato da un core di circa -35°C a 5400 metri di quota e fino ai -10°C a 1500 metri, che andrà ad associarsi ad un minimo depressionario tra l'alto Ionio e la Grecia. Una concatenazione di fattori che favorirà l'attivazione del cosiddetto “Effetto Tirreno”: l'omonimo mare darà la stura a rovesci e locali temporali che, a partire dalla prossima notte e per le successive 48 ore, andranno a coinvolgere non solo le coste settentrionali, ma anche i rispettivi rilievi (Madonie, Nebrodi, Peloritani) e l'area etnea, con nevicate a quote via via più basse. Apice nelle giornate del 6 e 7 gennaio, quando i fiocchi interesseranno persino i litorali. Procediamo con ordine e andiamo a ricostruire le tappe della fase gelida in imminente arrivo sulla Sicilia.

LE TEMPISTICHE. Dopo una mattina uggiosa e a tratti piovosa sulla Sicilia settentrionale e occidentale, dal pomeriggio odierno inizierà a farsi sentire un graduale calo delle temperature che ci condurrà, entro la serata, ad un profilo termico ideale alle prime nevicate a partire dalle quote alto-collinari, in media oltre i 500/700 metri. Il fronte freddo in ingresso dal Tirreno, infatti, darà la stura ai primi rovesci, a tratti consistenti e associati a grandine e gragnola. Dalla notte si concretizzerà un vero e proprio tracollo della colonnina di mercurio: come è ben evidente dalla nostra elaborazione, la quota dello zero termico sull'area etnea si porterà addirittura tra i 100 e i 200 metri. Tutto quello che cadrà tra il 6 e il 7 gennaio sarà solo ed esclusivamente sotto forma di neve e gragnola, anche sulle coste, dove i valori termici oscilleranno mediamente tra 0 e 6°C. 8 gennaio ancora gelido e con temperature favorevoli a nevicate da quote prossime al piano. Elevato il rischio di gelate su gran parte delle arterie stradali.

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Andamento dello zero termico atteso nelle prossime ore.

I SETTORI COINVOLTI. La dinamica è ben delineata. Nelle prossime ore dal Tirreno si produrranno dei veri e propri “trenini” di nubi, forieri di rovesci e locali fenomeni temporaleschi. Secondo le nostre stime il top nubi, ovvero la quota di sviluppo degli ammassi nuvolosi, potrebbe spingersi fino ai 4000-4500 metri. Le bande nuvolose di tipo convettivo verranno sospinte dalle forti correnti nord-occidentali in direzione delle province settentrionali (TP, PA, ME) e dei rispettivi rilievi (Monti di Palermo, Sicani, Madonie, Nebrodi, Peloritani). Qui il maltempo si mostrerà più intenso e persistente. E le località etnee? La strada che conduce all'hinterland del nostro vulcano è irta d'ostacoli. Le precipitazioni dovranno dapprima scavalcare i Nebrodi (la cui cima più alta, Monte Soro, supera i 1800 m) per poi addossarsi al versante nordoccidentale dell'Etna; giunti sull'alto catanese, una parte del carico perturbato verrà di fatto bloccata dagli oltre 3300 metri del massiccio etneo, mentre una frazione minoritaria dovrebbe riuscire a scavalcare il mastodontico ostacolo sotto la veemente spinta delle correnti d'alta quota. La partita, in casa etnea, si gioca qui. Entriamo nel cuore dell'articolo: dove e quanto nevicherà?

Una stima di massima delle precipitazioni attese in Sicilia nordorientale.
Una stima di massima delle precipitazioni attese in Sicilia nordorientale.

VERSANTI NORD E OVEST. Randazzo, Maletto, Maniace e Bronte rappresenteranno l'avamposto etneo. Dopo aver scavalcato i Nebrodi, il primo settore ad essere coinvolto sarà proprio il versante nordovest. Attesi fenomeni abbondanti, specie domani. Possibili cumulate superiori ai 30/40 cm in 48 ore nei punti più esposti. Un po' più a sud, in direzione Adrano-Biancavilla, dovrebbe confermarsi una buona esposizione alle nevicate, seppur inferiore per frequenza e intensità alle località sopra citate.

VERSANTI EST E NORDEST. Linguaglossa, Castiglione e Piedimonte Etneo saranno probabilmente le località maggiormente coinvolte dal maltempo: ne beneficerà anche Piano Provenzana, ove gli apporti di neve fresca potrebbero raggiungere il mezzo metro con valori fino ai -14°C. Fenomeni importanti in discesa dai Peloritani anche a monte di Calatabiano. Sul versante orientale, Nunziata, Sant'Alfio, Milo, Fornazzo, Giarre, Zafferana e Santa Venerina in base alle ultime stime non dovrebbero mancare all'appuntamento bianco, con precipitazioni a tratti e maggiore instabilità a monte. Una finestra temporale particolarmente favorevole agli “sfondamenti” da nordovest potrebbe aprirsi dal pomeriggio-sera di giovedì alle prime ore di venerdì, con temperature eccezionalmente basse.

VERSANTI SUD E SUDEST. Giungiamo al settore che in questi contesti più di tutti risente dell'ombra orografica indotta dapprima dai Nebrodi e poi dall'Etna. Una dinamica esattamente antitetica rispetto a quella che col Levante favorisce nubifragi di eccezionale portata. Vi abbiamo parlato di un buon top nubi e di forti correnti nordoccidentali: ebbene, per quest'area sarebbe preferibile un richiamo da Grecale (NE), ma riteniamo che qualche fenomeno potrebbe comunque farsi strada anche in presenza della forte ventilazione ibrida tra Maestrale e Tramontana, presumibilmente a intermittenza e in un contesto di spiccata variabilità. In questo versante le precipitazioni più consistenti sono attese a Belpasso e Nicolosi; a seguire, in tono decrescente, Paternò, Trecastagni, Mascalucia e Pedara. Anche le località del versante Sud e Sudest dell'Etna, seppur con apporti minori, potrebbero dunque tornare ad imbiancarsi.

CATANIA. Con buona probabilità nevicherà e torneranno a imbiancarsi Palermo e Messina, città costiere nelle quali la neve, seppur non proprio di casa, non può definirsi rara. Ma cosa attenderci a Catania? Nel capoluogo etneo l'ultima nevicata rilevante, ad eccezione di una parentesi in tono minore nel '93, risale al lontanissimo dicembre 1988. 28 anni di attesa giustificati da un quadro orografico molto sfavorevole: oltre ad essere una città costiera del Sud Italia, dunque predisposta a temperature tendenzialmente miti, Catania è quasi sempre schermata dal cono d'ombra etneo, come e più delle restanti località dell'hinterland sudorientale. La neve a Catania, dunque, è un fenomeno raro ed estremamente difficile da prevedere: servono precipitazioni e temperature eccezionalmente basse, un mix raro. Potrebbe rompersi un digiuno lungo quasi un trentennio? Non possiamo assicurarvelo, ma differentemente da altre occasioni non lo escludiamo a priori. La massa d'aria gelida, di tipo pellicolare e di lontana estrazione russa, sarà qualitativamente il meglio che la natura possa offrire alle nostre latitudini. Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, in particolare, con lo zero termico ad appena 100/200 metri il profilo termico dovrebbe rivelarsi favorevole alla neve. Resta il nodo precipitazioni: le nubi riusciranno a valicare l'Etna? A riguardo la modellistica numerica è discorde e presenta soluzioni differenti. Affidandoci all'esperienza, non va escluso che qualche nucleo sospinto dalle forti correnti in quota possa fare capolino anche in città. Più favoriti i quartieri e le frazioni pedecollinari (Canalicchio, Galermo), ma non è così remota l'ipotesi di fiocchi sul Liotro, nel cuore del centro storico, magari ad intervalli irregolari e con precipitazioni nel complesso fugaci. Staremo a vedere.

FASCIA COSTIERA. Se Catania nutre una moderata speranza nevosa, senz'altro più esposti dovrebbero rivelarsi i litorali ionici che da Acireale si estendono fino allo Stretto. Ne approfittiamo per raccomandarvi la massima prudenza lungo la A18 Catania-Messina, specie nel tratto Fiumefreddo-Giardini-Taormina-Roccalumera, dove potrebbero giungere rovesci consistenti dai Peloritani. In questo tratto potrebbe rivelarsi opportuno, se non anche fondamentale, avere catene a bordo o montare pneumatici invernali. Va ribadito che la circolazione gelida attesa nelle prossime 24/48 ore presenterà, infatti, connotati insoliti rispetto alle irruzioni fredde che tipicamente hanno coinvolto la Sicilia nell'ultimo decennio.

Per il momento è tutto. Nel ribadire un quantomai opportuno invito alla prudenza, Vi invitiamo a seguire la pagina facebook di Meteo Etna e ad interagire con foto e segnalazioni. Buon proseguimento.

© Andrea Bonina | MeteoEtna.com

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.