Etna nordest, si muove la Pernicana: tre scosse di terremoto nel territorio di Linguaglossa

📌 di Andrea Bonina | 19/01/2017

Tre scosse di terremoto hanno interessato il versante nordorientale dell'Etna nella mattinata odierna, con epicentri nel territorio comunale di Linguaglossa. Non si segnalano danni a cose o persone. I movimenti tellurici sono stati registrati dai sismografi dell'INGV rispettivamente alle ore 8:48 (ML 2.6, profondità 1,4 km), alle 9:29 (ML 3.1, profondità 700 metri) e alle 9:32 (ML 2.6, profondità 3 km). Si tratta di terremoti di magnitudo contenuta (2.6-3.1) ma estremamente superficiali, generati dal movimento della faglia della Pernicana, una struttura tettonica tra le più attive al mondo, che costituisce anche il confine tra il settore stabile dell'Etna (a Nord della faglia) e quello che invece “collassa” verso il Mare Ionio (a Sud della faglia).

Marco Neri, Primo Ricercatore INGV e autore — tra gli altri — della pubblicazione “Insights into fluid circulation across the Pernicana Fault (Mt. Etna, Italy) and implications for flank instability”, in una breve intervista rilasciata all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha sottolineato come sia ormai noto da tempo che il fianco orientale del vulcano è soggetto ad un lento ma continuo scivolamento verso Sud-Est. Il margine settentrionale di questo fianco instabile è costituito, appunto, dal sistema di faglie della Pernicana, lungo il quale avviene lo scorrimento tra il blocco che si muove verso il mare e quello che rimane fermo. Il movimento del fianco instabile dell’Etna è continuo e misurabile in circa 3 centimetri all’anno. In alcuni periodi, però, la velocità di scorrimento accelera fino a raggiungere tassi di deformazione di vari decimetri all’anno (in alcune zone anche più di un metro), e ciò avviene in concomitanza con importanti eruzioni, come nel 2002.

Come illustrato dalla dott.ssa Gilda Currenti, co-autrice dell'articolo “Modeling of ALOS and COSMO-SkyMed satellite data at Mt Etna: Implications on relation between seismic activation of the Pernicana fault system and volcanic unrest”, nel corso degli ultimi decenni l’attivazione sismica del sistema di faglie della Pernicana ha mostrato un rapporto controverso con la ripresa dell’attività vulcanica. Alcune volte il rilascio di energia sismica ha anticipato l’inizio di eruzioni nel fianco settentrionale dell'Etna, come nel caso del terremoto del 22 settembre 2002, che ha preceduto di quasi un mese l’inizio della violenta eruzione laterale del 2002-2003. Tuttavia, in altre occasioni, gli eventi sismici non sono stati seguiti da alcuna attività eruttiva, come nel caso dello sciame del 2-3 Aprile 2010. L'analisi e l’interpretazione quantitativa di dati satellitari ad alta risoluzione, tematica cardine del paper scientifico, permette di distinguere tra questi due possibili scenari e, quindi, l’uso di questo approccio potrebbe contribuire alla previsione di future eruzioni laterali nel fianco settentrionale.

Il video dello speciale di “PETROLIO” su Rai 1: rischio sismico della Sicilia orientale, Pernicana e terremoto del Val di Noto.

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.