Weekend col maltempo: probabili nubifragi e piene dei corsi d’acqua, attenzione alla fascia ionica

📌 di Andrea Bonina | 21/01/2017

Dopo la neve e il freddo, ecco le grandi piogge. Nelle prossime ore l’inverno 2016/2017 tornerà a farsi rigoroso, stavolta con una dinamica prettamente perturbata: tra il weekend e la giornata di lunedì 23 la Sicilia, infatti, sarà bersaglio di precipitazioni intense, con la scure di possibili criticità di carattere idrogeologico e idraulico, forti venti e mareggiate lungo i settori costieri esposti allo Scirocco. Soggetto sinottico alla base del vistoso peggioramento delle condizioni meteorologiche sarà una circolazione depressionaria centrata tra le coste algerine e le Baleari, che convoglierà un flusso umido e particolarmente instabile da S-SE sulla nostra Isola.

La prima fase del maltempo sarà improntata a fenomeni localizzati a ridosso dell'Etna, più consistenti e duraturi laddove interverrà l'effetto stau. Chiaro riferimento alla dorsale dei Peloritani e alle località collinari e pedemontane dei versanti Sudest, Est e Nordest del vulcano, dunque alla fascia che da Nicolosi si estende a Zafferana Etnea, Giarre e Linguaglossa. Decisamente più riparato dai fenomeni intensi il versante occidentale.

Dalla serata di sabato, e in modo decisamente più consistente domenica, le precipitazioni tenderanno gradualmente ad estendersi a vasti settori della regione, mantenendo il peculiare carattere di persistenza sulla fascia orientale etnea. Condizioni che in questi settori, stante la particolare conformazione orografica, potrebbero comportare nubifragi e accumuli pluviometrici nel complesso localmente superiori ai 150-200 mm/36 ore nella fascia altimetrica compresa tra i 500 e i 2000 metri.

Clou del maltempo atteso tra la serata di domenica, la notte e le prime ore di lunedì, per l'arrivo di un sistema temporalesco di tipo V-shape che andrà a coinvolgere, a partire dalle province centro-occidentali, gran parte della Sicilia, tanto lungo coste e pianure, quanto a monte, secondo un flusso in quota in rotazione da Sud. Per un sensibile miglioramento bisognerà attendere la seconda parte della giornata di lunedì.

Per tutto il periodo nevicherà copiosamente sull'Etna a partire dai 1700/1800 metri di quota: occasione per grandi accumuli sugli impianti sciistici di entrambi i versanti. Complice il repentino innalzamento dello zero termico fino ai 2000 metri, andrà via, invece, gran parte del manto nevoso che nelle ultime settimane è caduto alle medie e basse quote del vulcano. Particolare attenzione ai corsi d’acqua: gli apporti idrici derivati dalla repentina fusione della neve in media e bassa montagna, uniti alle piogge diffuse e persistenti, andranno ad ingrossare vistosamente i principali corsi d'acqua regionali (Simeto, Alcantara, Salso) e i relativi affluenti. Oltre agli inevitabili allagamenti e a locali dissesti idrogeologici nei settori geologicamente più fragili, sono facilmente ipotizzabili, dunque, delle piene. Massima prudenza in prossimità di fiumi, torrenti e fiumare, oltre che negli spostamenti stradali, sia lungo le arterie interne dell'Etna, sia sul tratto autostradale della A18 che da Catania si estende all'acese, al taorminese e al basso messinese in genere.

Il vortice di bassa pressione descritto in precedenza richiamerà sostenute correnti sud-orientali in direzione della Sicilia. Forti raffiche di vento, localmente superiori ai 60-80 km/h, sono attese in particolar modo sulle province tirreniche, nelle località a nord della dorsale dei Nebrodi e delle Madonie. Sull'Etna massima esposizione dei settori sommitali e del versante Nord. Moto ondoso dei mari in decisa accentuazione: da agitati a molto agitati lo Ionio e il Canale di Sicilia, con onde fino a 5-6 metri e mareggiate lungo i litorali esposti; più riparate le coste tirreniche, con mare mosso o molto mosso.

Andrea Bonina

Laureato in Geologia presso l’Università di Catania con tesi sperimentale sull'analisi e sulla modellistica della pluviometria e dei dissesti idrogeologici del versante nordoccidentale dell'Etna.